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AirDonkey: l’Uber danese delle biciclette

di Paola Bertoni
Persone con le biciclette Donkey Republic

Nato a Copenaghen, ma con l’ambizione di diffondersi in tutto il mondo, AirDonkey era un progetto di Donkey Republic per diffondere un innovativo servizio di noleggio biciclette basato sulla sharing economy. Via di mezzo tra Uber e Airbnb, il suo obiettivo era promuovere la modalità sostenibile e spronare le persone a utilizzare la bicicletta, attraverso un’applicazione semplice e intuitiva per guadagnare affittando la propria bicicletta e risparmiare rispetto al noleggio dai canali tradizionali.

L’ispirazione per il progetto AirDonkey

Per immaginare il suo servizio di bike sharing Donkey Republic si era ispirata al modo in cui Uber ha rivoluzionato il sistema del servizio auto a pagamento, creando un’alternativa ai taxi tradizionali. Oggi chi ha bisogno di un passaggio può semplicemente cercare un autista tramite l’app di Uber. Ovvero un privato che nel tempo libero utilizza la sua auto nelle stesse modalità di un taxi.

Inutile sottolineare quanto Uber sia stato una rivoluzione nel settore. In Italia non è diffuso, ma all’estero è spesso l’alternativa economica ai taxi e spesso la prima scelta quando si desidera condividere un’auto per andare a cena fuori. Erdem Ovacik ne ha quindi tratto ispirazione per il suo progetto AirDonkey.

Immagina di avere una bicicletta che usi poco mentre nel tuo stesso quartiere molti altri ne sono sprovvisti. Oppure di abitare in una città turistica con molte aree ciclopedonali. In questi casi saresti stato l’utente perfetto per AirDonkey. L’applicazione infatti voleva offrire a chiunque avesse bisogno di una bicicletta l’opportunità di entrare in contatto con chi era disposto ad affittarne una per un tempo prestabilito.

Nessuna perdita di tempo per entrambi proprietario e affittuario, un costo minimo per usufruire del noleggio e una facilità di interazione ai massimi livelli. Con un vantaggio economico per chi metteva a disposizione la sua bicicletta.

Come funziona AirDonkey

AirDonkey funzionava come Airbnb, come suggeriva il nome stesso. Per noleggiare una bicicletta inutilizzata il proprietario doveva semplicemente ordinare il lucchetto compatibile con l’app dalla pagina AirDonkey su Kickstarter, quindi montarlo sulla sua bici.

Il lucchetto AirDonkey per condividere la propria bicicletta privata e guadagnare dal noleggio
Il lucchetto AirDonkey per condividere la propria bicicletta privata e guadagnare dal noleggio

Una volta installato il Kit Donkey sulla bicicletta, il proprietario poteva creare un profilo sull’app e scegliere i prezzi di noleggio giornaliero e settimanale. La bici veniva quindi lasciata in un’area pubblica a disposizione degli utenti, ma se il proprietario voleva usarla per se stesso poteva comunque riservarsi tutto il tempo di cui aveva bisogno, senza nessun vincolo.

Gli utilizzatori di AirDonkey dovevano invece creare un profilo e inserire i dati della loro carta di credito sull’app per poter iniziare a noleggiare biciclette. Dopo questo primo passaggio potevano utilizzare la mappa per individuare le biciclette disponibili nei dintorni.

L'app AirDonkey per trovare una bicicletta condivisa e sbloccare il lucchetto
L’app AirDonkey per trovare una bicicletta condivisa e sbloccare il lucchetto

Poi, proprio come negli altri servizi di bike sharing, una volta davanti alla bici scelta bastava sbloccare il lucchetto tramite app e utilizzare la bici per il tempo prenotato. Al termine del noleggio, la bicicletta andava quindi lasciata nella zona di consegna e bloccata.

L’aspetto migliore di AirDonkey era la facilità di utilizzo. Con l’app non era necessario restituire le chiavi, rispettare un’orario preciso come l’apertura di un negozio di biciclette o utilizzare i contanti.

AirDonkey su Kickstarter

Per far entrare una bicicletta nella rete AirDonkey era solo necessario acquistare il lucchetto compatibile con l’app. Lo si trovava sulla pagina Kickstarter del progetto, a un costo di circa € 65. Parlo al passato perché nonostante il progetto su Kickstarter esista ancora e abbia raccolto consensi in tutto il mondo non sembra abbia funzionato. La pagina di Donkey Repblic collegata è infatti oggi tristemente vuota.

Lo sviluppo di AirDonkey era partito nel 2015, suscitando davvero tanta curiosità e interesse. Ben 212 sostenitori avevano promesso 289.293 DKK (corone danesi) per dare vita al progetto, ovvero quasi € 39.000, superando l’obiettivo di raggiungere 250.000 DKK.

AirDonkey: cosa non ha funzionato

In Danimarca il progetto di AirDonkey sembrava partito con ottimi risultati con oltre 1.000 biciclette a noleggio disponibili. Tuttavia si era fermato inaspettatamente poco tempo dopo il lancio. Subito dopo la raccolta fondi su Kickstarter infatti c’erano stati alcuni problemi sulla consegna dei lucchetti.

Il Donkey Kit infatti aveva un problema con il firmware che imponeva di ricaricare il lucchetto ogni tre mesi anziché ogni diciotto mesi. Per questo motivo metà dei sostenitori non avevano ricevuto il lucchetto nel tempo previsto, perdendo l’opportunità di affittare le biciclette ai turisti in alta stagione.

Nonostante ciò sembrava che l’operazione stesse ricevendo feedback positivi e Donkey Republic, la società danese dietro a AirDonkey, stesse sviluppando partnership con grandi operatori di noleggio biciclette. A oggi però non si sa più nulla di questo progetto e come mai è finito nel nulla.

Persona in sella a una bicicletta Donkey Republic
Persona in sella a una bicicletta Donkey Republic

Il bike sharing modello Uber oggi

Donkey Republic è ancora una società di bike sharing danese, tuttavia funziona come i servizi di bike sharing tradizionali con la sua flotta di biciclette, non ci sono più i noleggiatori privati con le loro bici personali. L’idea di poter guadagnare dalla propria bicicletta e offrire a turisti e pendolari un noleggio economico non ha avuto successo.

L’app di AirDonkey è oggi quella di Donkey Republic, solo che le biciclette sono quelle arancioni della sua flotta e non biciclette condivise di tutti i tipi. La sharing economy, ovvero la condivisione con gli altri come nuovo modello di economia, che ha fatto crescere società come Uber e Airbnb non ha ancora trovato uno sblocco per la condivisione di biciclette.

Secondo te perché non ha funzionato? Ti piacerebbe utilizzare una bici in condivisione? Spiega il tuo punto di vista nei commenti.

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