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Annie Londonderry e il suo viaggio in bicicletta intorno al mondo

di Paola
Annie Londonderry

In piena epoca vittoriana, negli Stati Uniti, un’immigrata con un marito fissato con la religione era diventata una celebrità e un nuovo modello di donna indipendente per il suo giro del mondo in bicicletta. La sua storia ha dell’incredibile perché Annie Londonderry era una ciclista improvvisata che è riuscita nella sua impresa solo grazie a tanta faccia tosta e capacità imprenditoriali.

Come sfuggire alla vita familiare e diventare una celebrità di fine Ottocento

Annie Cohen Kopchovsky, il vero nome di Annie Londonderry, era una ragazza di ventitré anni con tre figli che probabilmente si annoiava a morte con un marito religioso osservante. Che l’idea del giro del mondo in bicicletta sia partita da lei o davvero dalla scommessa di due uomini d’affari in un club di Boston poco importa: Annie si era fatta dare una bicicletta ed era partita senza nessuna idea delle difficoltà del viaggio.

Durante una delle sue prime tappe Annie si era accorta che la sua bici era troppo pesante così come i vestiti femminili dell’epoca. No problem, un rapido cambio di vestiti e biciclette e nasceva il suo personaggio. Annie Londonderry era ora una coraggiosa avventuriera vestita da uomo che girava il mondo con un cambio di vestiti e un revolver dal manico di madreperla.

Annie aveva anche cambiato il suo cognome prima di partire, per un contratto con il suo primo sponsor, la società di acque minerali Londonderry Lithia Spring Water Company. Strada facendo aveva poi conquistato gli altri sponsor, grazie alla sua capacità di autopromozione e ai racconti delle sue avventure abbellite con dettagli inventati di sana pianta.

Da cosa derivava la popolarità di Annie Londonderry

Annie Londonderry era contesa dai giornali per interviste e dalle aziende dell’epoca per promuovere i loro prodotti grazie al personaggio che aveva costruito intorno a sé. Quando stava per arrivare a una delle tappe programmate, i ciclisti locali la raggiungevano e la affiancavano per chilometri, prima del suo ingresso nelle città, che avveniva sempre tra applausi della folla e lanci di fiori.

Per i giornalisti Annie Londonderry era una manna dal cielo, tutti volevano intervistarla perché le sue avventure erano così esotiche e stupefacenti al limite dell’assurdo. I giornali dell’epoca infatti erano delle specie di Novella 2000 che si basavano quasi esclusivamente sulle notizie sensazionali.

La verità dei fatti non interessava a nessuno e siccome Google non esisteva ancora Annie Londonderry raccontava un sacco di frottole senza esitazioni. In Francia era un’orfana, una ricca ereditiera, una studentessa di Harvard o la nipote di un senatore americano. Negli Stati Uniti invece raccontava di fantomatiche cacce alle tigri in India, di ferite d’armi da fuoco e di prigioni giapponesi.

Queste storie assurde aumentavano la popolarità di Annie e la aiutavano a sovvenzionare il viaggio con la vendita di foto promozionali, spille e autografi. Alla fine del suo giro del mondo Annie Londonderry si riciclò abilmente in giornalista, cavalcando il movimento dei diritti delle donne. Il suo primo articolo iniziava con:

Sono un giornalista e una ‘donna nuova’, se questo termine significa che posso fare qualsiasi cosa che qualsiasi uomo può fare

Niente male per una ragazza cresciuta nel rigido e noioso periodo vittoriano!

Annie Londonderry pedala lungo i binari
Annie Londonderry pedala lungo i binari nel deserto dell’Arizona

Il libro sul giro del mondo in bicicletta di Annie Londonderry

Oggi conosciamo la storia di Annie Londonderry grazie al suo pronipote Peter Zheutlin e al suo libro Il giro del mondo in bicicletta. La straordinaria avventura di una donna alla conquista della libertà che non può mancare nelle nostre librerie.

Oltre a ricostruire lo straordinario viaggio della prozia Annie e del suo modo di raccogliere sponsor, Peter ci racconta anche tutte le frottole più esagerate e di come qualche giornalista serio avesse iniziato a verificare le sue storie.

Alcune curiosità su Annie Londonderry raccontate nel libro

  • Il cognome Londonderry permetteva viaggi più sicuri: il vero cognome di Annie era facilmente identificabile come ebraico e poteva farla diventare vittima di antisemitismo. Il cognome Londonderry che derivava dal contratto con la Londonderry Lithia Spring Water Company era invece più sicuro, neutro e facile da ricordare.
  • Annie Londonderry lasciò a casa il marito e tre figli piccoli: all’inizio del suo viaggio Annie si era presentata come una ragazza nubile, forse per giustificare l’abbandono della famiglia. Nelle ultime interviste aveva invece ammesso di avere una famiglia, dichiarando “non volevo passare la mia vita a casa con un bambino sotto il mio grembiule ogni anno” come farebbe una qualsiasi ragazza di oggi.
  • Annie Londonderry era una ciclista improvvisata: in Il giro del mondo in bicicletta. La straordinaria avventura di una donna alla conquista della libertà il pronipote Peter Zheutlin scrive che “Annie viaggiava in media tra le otto e le dieci miglia all’ora su strade non asfaltate, e molto più piano su strade peggiori” e “ha impiegato più di cinque settimane per percorrere il tratto di quattrocento miglia a Los Angeles da San Francisco. Se avesse camminato, avrebbe potuto arrivare a Los Angeles in metà tempo”. Prima di partire Annie non aveva mai utilizzato una bicicletta, aveva giusto preso qualche ora di lezione!
  • Buona parte del viaggio di Annie Londonderry è stato fatto via treno e nave: le tratte del viaggio da New York a Le Havre, da Marsiglia a Singapore, il rientro negli Stati Uniti e qualche tappa intermedia in Medio Oriente sono avvenuti tutti via nave. Tra una città e l’altra Annie ha caricato spesso la bici sui treni, ma la scommessa non precisava quanto dovesse pedalare. Il suo giro del mondo in bicicletta è stato giudicato tecnicamente valido.
  • La bicicletta di Annie Londonderry era incredibilmente pesante: Annie aveva iniziato il suo viaggio su una bicicletta da donna della Columbia che pesava quasi venti chili senza il meccanismo della ruota libera, ovvero doveva pedalare anche in discesa! Raggiunta Chicago, Annie riuscì però a farsi sponsorizzare dalla Sterling Cycle Company e sostituì la sua bicicletta con un modello da uomo che pesava solo nove chili.

Il successo di un’impresa giudicata impossibile per una donna

Nonostante le critiche che le sono state mosse sull’utilizzo di treni e navi, Annie Londonderry ha comunque fatto il giro del mondo, partendo da Boston nel 1894 e tornando dopo quindici mesi di libertà.

Annie Londonderry a pedalato negli USA e in Europa, e si è finanziata il giro del mondo grazie ai suoi racconti e al personaggio di donna indipendente da lei creato. Ha attraversato il deserto tra la California meridionale e l’Arizona, ha dormito all’aperto o nei fienili quando non trovava nessun alloggio e non sempre è riuscita a fare pasti regolari.

Nonostante le difficoltà Annie Londonderry però non ha mai mollato ed è arrivata alla fine del suo viaggio come aveva programmato.

Per questi motivi per me la sua storia è davvero incredibile. Fatemi sapere nei commenti se la conoscevate già e se Il giro del mondo in bicicletta. La straordinaria avventura di una donna alla conquista della libertà  ha fatto sognare anche a voi un giro del mondo su due ruote.

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