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Ciclovia Alpe Adria: le tappe da Tarvisio a Venzone

di Federica Canton
Ciclovia Alpe Adria a Tarvisio

La Ciclovia Alpe Adria è una ciclabile che partendo da Salisburgo arriva fino a Grado, adatta a tutti e ottimamente segnalata. Qui puoi leggere il percorso completo della Ciclovia Alpe Adria. Un percorso con ottima segnaletica che, soprattutto nella parte italiana, sa regalare infinite emozioni e un’immersione totale nella natura. In questo post voglio farvi conoscere la parte che da Tarvisio arriva fino a Venzone.

La Ciclovia Alpe Adria da Tarvisio a Venzone

Con una lunghezza di 60 chilometri ed un dislivello di 500 metri, il tratto della Ciclovia Alpe Adria da Tarvisio a Venzone è percorribile da grandi e piccini. Si snoda lungo un percorso interamente asfaltato che attraversa dapprima il paesaggio montano della bellissima Tarvisio, ultima città italiana al confine con l’Austria. Successivamente incontrerai piccoli borghi come Malborghetto, Pontebba, Dogna per arrivare infine alla città delle mummie, Venzone.

Ciclovia Alpe Adria da Tarvisio a Venzone: da dove partire

Raggiungere il punto di partenza della ciclabile è facile in quanto il percorso è stato appositamente sviluppato e pensato per i turisti. Da Udine è attivo il servizio Mi.Co.Tra creato apposta per il trasporto di persone e bici in treno. Per utilizzarlo è necessario raggiungere la stazione ferroviaria di Tarvisio dalla quale parte la ciclabile percorribile seguendo le indicazioni FVG-1.

Attraversato il bellissimo centro abitato si continua fino a Camporosso da dove poi si prosegue verso l’abitato di Valbruna. Da qui il percorso è interamente immerso nel verde delle montagne delle Alpi Giulie e si snoda facendo ammirare la purezza di questi luoghi.

Tratta della Ciclovia Alpe Adria da Tarvisio a Venzone, foto Federica Canton
Tratta della Ciclovia Alpe Adria da Tarvisio a Venzone, foto Federica Canton

Il percorso della Ciclovia Alpe Adria fino a Malborghetto

Giunti in località Valbruna si incontra un sottopasso che permette, sempre viaggiando lungo un percorso totalmente separato dal traffico veicolare, di superare l’autostrada e arrivare sino alla località di Ugovizza.

Da qui il percorso cambia e ci porta con la memoria a vecchi tempi. Nella frazione di Malborghetto infatti l’elegante centro storico è ricco di testimonianze di tempi passati che possono essere rivissuti grazie al Museo Etnografico ospitato nel Palazzo Veneziano. Le testimonianze storiche però non si trovano solo qui. Giunti ai Bagni di Lusnizza, località resa famosa dalle sua acque solforose, la ciclabile cambia aspetto.

Un percorso tra ricordi, ponti e vecchie ferrovie

Il percorso diventa sempre più suggestivo e le ruote accarezzano vecchi tratti ferroviari riconvertiti, per far posto proprio a questo bellissimo percorso che collega Austria e Italia. Scenografico è il vecchio ponte ferroviario sospeso che permette di attraversare il fiume Fella e raggiungere San Leopoldo.  

Molto particolari sono anche le diverse gallerie, la maggior parte con illuminazione automatica al passaggio, che permettono di attraversare le valli montane.

Pontebba, dove è presente una breve ma molto ripida salita, Pietratagliata, Dogna, Casasola, Villanova e Chiusaforte sono solo alcuni dei paesi attraversati dalla vecchia tratta ferroviaria e protetti dalla maestosità del monte Montasio.

Il percorso è quasi giunto al termine, ma prima di giungere nella città della lavanda, delle mummie e del terremoto, si superano gli argini del Tagliamento, più importante fiume del Friuli Venezia Giulia, attraversando con un ponticello il torrente Venzonassa dal quale poi si giunge al termine del perorso.

La città di Venzone è circondata da imponenti mura medievali e ricca di monumenti storici come il Duomo di Sant’Andrea simbolo della rinascita dal triste evento sismico che nel 1976 ha reso al suolo queste zone.

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2 commenti

Carla Maria Re 02/09/2021 - 04:22

Sono partita da Cocau e tra Pontebba e Venzone e precisamente nella galleria Rio Alto sono caduta in assenza di illuminazione! Le ciclabili andrebbero messe meglio in sicurezza !

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Paola Bertoni 09/09/2021 - 19:57

Che brutta notizia! Concordiamo con te sul fatto che le piste ciclabili dovrebbero avere una manutenzione adeguata per la sicurezza di noi ciclisti!

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