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Consigli utili su come scegliere il casco da bici

di Paola
Donna elegante con una bici bianca

Con il casco da bici ho sempre avuto un rapporto di amore-odio. Sono sempre stata consapevole della sua utilità, ma la bruttezza della maggior parte dei modelli in commercio, pensati per i ciclisti da strada più che da città, mi ha sempre fatto passare la voglia di indossarlo. Per fortuna esistono anche le eccezioni di caschi belli, comodi e sicuri che noi girly bikers possiamo sfoggiare con orgoglio mentre pedaliamo con eleganza.

In questo articolo riassumerò le cose da sapere su come è fatto un casco, come protegge dagli urti e come fare a capire se è sicuro, ma a differenza di tutti gli altri post che ho visto in giro accompagnerò questi consigli con dei modelli di caschi belli da vedere. Perché è vero che la sicurezza viene prima di tutto, però nello stesso tempo possiamo anche pensare allo stile.

Com’è fatto un casco da bicicletta

Il casco da bici deve essere prima di tutto sicuro perché il suo scopo è proteggere la nostra testa in caso di urto. Questa caratteristica si chiama capacità di assorbimento ed è garantita da una certificazione europea riportata all’interno del casco.

Un casco da bici è composto da una calotta esterna che di solito è in policarbonato, rivestita di una vernice di protezione dagli agenti climatici come sole, pioggia, ecc. La calotta interna è invece in poliuretano espanso o schiumato, ed è la parte che assorbe l’urto e si deforma durante una caduta.

Una parte importante del casco da bici sono i cinturini che servono a chiudere il casco e evitare che ci scivoli via mentre pedaliamo. Infine sul retro quasi tutti i caschi da bici hanno una rotella che serve a stringere o allargare il casco per fissarlo meglio alla nostra testa.

Come il casco da bici ci protegge dagli urti

Il casco da bicicletta serve a proteggere la nostra testa in caso di caduta. Se sbattiamo la testa quando indossiamo il casco la parte della calotta esterna distribuisce l’energia sulla calotta interna e smorza prima di tutto la violenza dell’impatto. La parte interna del casco inoltre assorbe l’energia dell’impatto deformandosi.

Grazie a questo sistema di assorbimento degli urti la botta che riceviamo in caso di caduta con il casco diventa decisamente più leggera rispetto a una botta presa senza casco, senza contare anche che ci ripara pure dall’attrito con il terreno, che sia asfalto o una strada sterrata. D’altra parte, proprio perché la calotta interna si deforma con gli impatti, in caso di caduta dobbiamo assolutamente cambiare il casco perché diventa inutile. E purtroppo vale la stessa cosa anche se ci cade solo giù dalle scale.

I tipi di caschi da bici che possiamo trovare in commercio

I caschi da bici che troviamo nei negozi di articoli sportivi solitamente hanno delle forme sgraziate e non sono assolutamente belli da vedere. Si dividono in quattro grandi famiglie:

  • caschi per ciclismo da strada, hanno una forma affusolata e aerodinamica con numerosi buchi per far passare l’aria
  • caschi per mountain bike, sono più resistenti perché devono proteggere i ciclisti anche dall’impatto con sassolini, rami degli alberi, fango, ecc.
  • caschi per attività off-road come il downhill (i pazzi che si lanciano giù dalle discese in montagna), sono caschi integrali come quelli da motocross perché devono proteggere anche il volto dei ciclisti
  • caschi da città, quelli che usiamo noi in città o sulle piste ciclabili, e che hanno anche delle varianti sicure e belle da vedere.

I caschi da città hanno in genere meno buchi per l’aria e una forma più compatta. Esistono addirittura dei modelli di casco da bici da città che si richiudono su loro stessi. Altri invece si possono rivestire in modo da farli sembrare dei cappellini. Non essendo pensati per i ciclisti professionisti pesano leggermente di più, ma vengono anche utilizzati per tragitti più brevi.

Da qualche anno si stanno diffondendo, specialmente all’estero, marche che producono caschi da bici particolari, coloratissimi o semplicemente molto curati e piacevoli da vedere, come Yakkay o Nutcase.

Come riconoscere se un casco da bici è sicuro

Anche se ci incantiamo davanti a un casco a forma di cappellino o decorato con frutta super carina la nostra scelta deve ricadere innanzitutto su un casco da bici sicuro. Per essere certe che si tratti di un casco omologato dobbiamo controllare che riporti la marcatura CE con l’indicazione della normativa di riferimento EN 1078 che garantisce la protezione in caso di urto.

Inoltre per essere sicure che il casco da bici che abbiamo scelto ci protegga al meglio dobbiamo provare a indossarlo con i cinturini allacciati e a regolare la rotella posteriore. Una volta fatto tutto questo, se il casco balla quando muoviamo la testa è troppo grande, se invece ci schiaccia troppo allora è stretto. Dobbiamo quindi chiedere la misura più larga o più piccola fino a trovare il modello perfetto per noi perché anche i caschi hanno varie misure, proprio come le scarpe!

Fatemi sapere nei commenti se vi siete rassegnate a utilizzare un comunissimo casco brutto di quelli che si trovano in vendita ovunque o se siete andate alla ricerca di un casco bello da indossare oltre che sicuro come quelli delle foto di questo post.

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