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Graziella: l’iconica bicicletta pieghevole degli anni Sessanta

di Paola Bertoni
Brigitte Bardot con bici pieghevole Graziella

Il modello di bici pieghevole fissato nell’immaginario collettivo degli italiani è la Graziella. Una piccola bicicletta di metallo con una cerniera a metà telaio per chiuderla su se stessa. Una bici che oggi sarebbe pesantissima per i nostri standard di biciclette pieghevoli, ma negli anni Sessanta era l’icona dello stile e prometteva vacanze in libertà. Probabilmente anche tu hai in cantina o hai avuto in passato una Graziella perché ce n’era una in ogni famiglia italiana.

La nascita della bici Graziella pieghevole

L’idea di una bici pieghevole è nata negli anni Sessanta dal progetto creativo di Rinaldo Donzelli. La Graziella originale era prodotta dallo storico marchio italiano Bottecchia. In breve tempo diventò un modello così popolare che praticamente ogni fabbrica di biciclette propose la sua versione di bici pieghevole sullo stesso stile.

La Graziella profumava di libertà perché era la prima bicicletta che poteva venire riposta nel portabagagli di un’utilitaria come la Fiat 500 che all’epoca stava cambiando il mercato dell’auto. La primissima serie infatti occupava uno spazio di soli 75x60x30 cm da piegata per un peso di 16 kg. Inoltre era una bicicletta davvero robusta, come hanno dimostrato i moltissimi modelli arrivati praticamente perfetti ai giorni nostri!

Le edizioni speciali della Graziella

La Graziella diventò presto una moda e un fenomeno sociale. Con questa bici pieghevole le famiglie italiane scoprirono la passione della passeggiata in bicicletta. Negli anni successivi furono quindi realizzate diverse edizioni speciali che rafforzarono il marchio come icona di stile.

Tra le versioni speciali più note ci sono la Graziella Flor, la Tandem per pedalare in coppia e anche il modello Triplet per tre persone. Il modello più curioso probabilmente resta l’edizione Rickshaw. Inoltre negli anni la Graziella è uscita in diverse varianti, come la piccola Baby per i più piccoli e innumerevoli edizioni di colore.

Il modello più costoso mai prodotto di questa bici pieghevole è sicuramente la Graziella Oro, pezzo unico realizzato da un artigiano tedesco. Per realizzarla, questo artista a interamente placcato con oro 24 carati il telaio di una bicicletta, usando in tutto 150 grammi di oro. Oggi la Graziella Oro è esposta nella sede della Bottecchia Cicli all’interno di una teca per preservarla dal trascorrere degli anni.

La Graziella icona degli anni Sessanta

Il motivo per cui la Graziella conquistò tutti era la sua unicità. Prima di questo modello non esistevano bici pieghevoli e neanche la necessità di portarle in vacanza. L’Italia del dopoguerra infatti non aveva veicoli sulle strade e le vacanze furono un’invenzione successiva. Gli anni Sessanta cambiarono tutto, con la diffusione delle macchine utilitarie e delle vacanze in famiglia. La bicicletta pieghevole diventò una delle icone di quegli anni ricche di cambiamenti grazie anche ai personaggi famosi che la fecero conoscere ovunque.

Brigitte Bardot per esempio fu la protagonista di una campagna pubblicitaria dallo slogan “La Rolls Royce di Brigitte Bardot” per sottolineare l’estetica curata e la robustezza della Graziella. Venne scelta proprio Brigitte Bardot all’epoca rappresentava l’icona della sensualità femminile.

Tra le personalità più significative degli anni Sessanta che hanno amato questa iconica bici pieghevole ci fu anche l’artista spagnolo Salvador Dalì. Il celebre pittore surrealista infatti utilizzava abitualmente la sua Graziella. C’è anche un ritratto di Dalì con la sua bici pieghevole mentre trasportava delle opere! Tra le edizioni speciali del recente restyling Bottecchia ce ne sono due dedicate proprio allo spirito anticonformista di Salvador Dalì e alla delicata bellezza di Brigitte Bardot.

Il restyling 2012 della Graziella Bottecchia

Dopo essere stata dimenticata per qualche decennio, il mito della Graziella è stato rilanciato nel 2012 con il nuovo design di Bottecchia Cicli, proprietario del marchio. Il progetto dello studio Volpi di Varese, totalmente made in Italy, aveva ripreso lo spirito sbarazzino della bici pieghevole originale per fonderlo con linee ed elementi innovativi.

Il lancio fu accompagnato da tre colorazioni e linee di accessori esclusivi: Bianco Brigitte, Blu Salvador e Nero Passione. La Nuova Graziella era una bicicletta completamente nuova come linea e aveva un’aria davvero fresca e contemporanea, specialmente rispetto al mondo delle bici pieghevoli, all’epoca tutte molto scure e dalla line maschile. Restava uguale al modello storico solo il logo con la G racchiusa in una forma esagonale, riproposto sul telaio, sulla sella, sul campanello e sui cerchi. Lo stesso logo che puoi vedere ancora oggi sui modelli in commercio Metro e Stile Libero.

Logo bicicletta Graziella
Graziella Salvador del 2012
Graziella Salvador del 2012 dedicata al pittore surrealista Salvador Dalì

Un altro elemento ripreso dalla prima Graziella, ma rivisto in chiave moderna fu il telaio della bicicletta con portapacchi integrato. Ridisegnato in chiave moderna e urbana, aveva un nuovissimo sistema di snodo per la chiusura della bici e fanale integrato. Questi elementi del telaio, così come il cambio Shimano, davano un aspetto totalmente moderno, sia nella tecnologia che nell’aspetto, alla nuova versione.

Tutta questa cura nei dettagli era dovuta alle ambizioni della Nuova Graziella di diventare la risposta fashion alle prime bici pieghevoli degli anni Dieci. Accanto a un aspetto assolutamente degno di nota, si ripiegava in 20 secondi e diventava di dimensioni 86x63x40 cm, per un peso di 15,5 kg. Rispetto al modello classico degli anni Sessanta diventava ancora più compatta, grazie al manubrio e ai pedali pieghevoli, ma non aveva l’aspetto tech delle attuali biciclette pieghevoli.

Pubblicità del restyling del 2012 della bicicletta Graziella
Pubblicità del restyling del 2012 della bicicletta Graziella

La Graziella oggi

Il restyling del 2012 purtroppo non ha avuto lo stesso successo del primo modello di Graziella degli anni Sessanta. Personalmente non ho visto in giro una sola bicicletta Salvador, Brigitte o Passione, nonostante la loro linea curata e moderna. Oggi la Graziella esiste ancora, ma ha subito un ulteriore piccola revisione, perdendo il fanale integrato. La puoi trovare nelle due versioni Stile Libero e Metro di Bottecchia Cicli, con un aspetto più urban e meno femminile. In compenso ha perso peso ed è diventata più leggera, per soli 12 kg.

Graziella Stile Libero
Graziella Stile Libero

A te quale modello di Graziella piace di più? A parte l’iconica bicicletta originale degli anni Sessanta, mi ero innamorata della Nuova Graziella ridisegnata nel 2012 che era anche corredata da fantastici accessori fashion. L’ultima versione invece non mi convince né come stile né come colori. Scrivimi nei commenti cosa ne pensi!

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