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#inbiciperAdamo

di Paola
Viaggio in bicicletta #inbiciperadamo

Francesca è un’educatrice quasi trentenne con la passione per i viaggi, di origini siciliane e toscana d’adozione. #inbiciperAdamo è stato il suo primo viaggio da cicloturista e ce lo racconta di seguito in prima persona ⬇︎

Dai cammini a piedi ai viaggi in bicicletta

Solitamente viaggio a piedi con il mio cane Dakota, la mia fedele compagna che mi ha seguita in giro per l’Italia, Santiago de Compostela e poi fino in Sicilia la scorsa estate col cammino #andiamodallanonna. Il 2019 è stato per me un anno magico: ho realizzato un sogno grandissimo, seguito da un altro che è nato in corso d’opera. Ero partita infatti nel giugno scorso a piedi col mio cane per andare in Sicilia da mia nonna che non vedevo da sette anni.

Una volta conclusa questa esperienza, ancora da finire di metabolizzare e capire, sono ripartita per il mio primo viaggio in bicicletta costeggiando la Sicilia. Ho trascorso circa un mese in sella alla mia Lombardo 27.5 con un’attrezzatura basica da viaggio. Sono stati due viaggi senza precedenti, emozionanti sotto ogni punto di vista.

Come è nato #inbiciperAdamo

L’idea di questa esperienza in bici nasce dal voler sostenere un mio amico e collega ultra-runner Tommaso Palo che a marzo andrà in Cile attraversando il Deserto di Atacama. Il suo progetto Adamo, oltre ad essere un’avventura sportiva, ha un aspetto solidale. Prevede infatti la costruzione di un pozzo d’acqua in Africa, a Mali, a cura dell’associazione Find The Cure Italia Onlus.

I preparativi per la partenza

Non avendo la benché minima idea di come funzionava il mondo del cicloturismo, contattai alcuni amici ciclisti e cicloturisti cercando informazioni necessarie per poter viaggiare al meglio. Così, presa da buoni propositi, andai con un amico in un paese poco distante da Montevago a valutare l’idea per un potenziale acquisto.

Sembrava fatto apposta: c’era una bici apposta per me. Una Lombardo 27,5 bella, verde, funzionale.  Così mi accordai col rivenditore per sistemare tutti i dettagli (ruote da strada, sellino, porta pacchi e faretti anteriori e posteriori) prima di partire alla scoperta della mia regione di origine. Alla scoperta di quei posti di cui ho sempre immaginato gli odori, i colori e i rumori.

Il percorso lungo la Sicilia

Questo viaggio ha avuto inizio dal mio paese di origine Montevago, una piccola realtà in provincia di Agrigento. Sono partita il 20 settembre ed ho terminato la pedalata a Catania il 17 ottobre. Da Montevago ci siamo diretti a Cinisi, poi verso la Riserva dello Zingaro, San Vito lo Capo, Erice, Trapani, Marsala, e Mazara del Vallo. Che magia!

Passavano i giorni ed io continuavo a sfogliare le immense ricchezze della mia regione Agrigento, Porto Empedocle, Caltagirone, Ragusa, Modica, Siracusa per poi arrivare a Catania passando per Pachino e Marzamemi. Anche se il tragitto iniziale ha subito delle modifiche rispetto al progetto iniziale è stato comunque un’esperienza emozionante.

La Sicilia è un mix di colori che vanno dal verde all’oro, tra campi pieni di uva con gli agricoltori impegnati nella vendemmia, e campi infiniti di ulivi pronti per la produzione dell’ottimo olio locale. Le trade si snodano tra dolci colline e pianure, salite inaspettate e discese mozzafiato. Ho scoperto luoghi che ignoravo e che sono riusciti a lasciarmi a bocca aperta.

La Sicilia è un sentimento, bellezza, ricchezza. I profumi della Sicilia si incarnano perfettamente con i paesaggi che ci offre e ci regala. La Sicilia è bellezza, non è una regione. È calore, tradizione, storia, cultura, lingue che si incrociano, dialetti mischiati che creano musica.

Le sorprese del viaggio

#inbiciperadamo si è rivelato un viaggio particolare sin dal primo giorno. All’altezza di Partanna mi si è staccata la sacca con la tenda e il sacco a pelo. Non me n’ero accorta subito, ero in discesa, e avevo le cuffie. Mi sono accorta della sacca mancante solo dopo essere scesa dalla bici. Ho ripercorso la strada indietro per un bel pezzo, ma della sacca nessuna traccia. “Bene, ma non benissimo!”.

A questo punto mi sono messa alla ricerca di un negozio per tentare di recuperare qualcosa che potesse assomigliare ad una tenda e sono andata a Castelvetrano. Qui il commesso del negozio preso da solidarietà mi ha regalato una tenda, una rimanenza di magazzino un po’ difettosa, ma meglio di niente. Ho rimediato un sacco a pelo e via, sono andata verso Santa Ninfa, dopo che la prima tappa era stata ormai compromessa.

All’altezza di Santa Ninfa, chiedendo informazioni su dove poter mettere la tenda, ho incontrato per caso una coppia che mi ha dato la possibilità di mettere la tenda nella loro campagna. Che bellezza!

Questo viaggio mi ha fatto incontrare un sacco di persone. Pedalare è ben diverso dal camminare, viaggiare in bici ci dà molto ed è completamente diverso dal movimento lento che si sperimenta viaggiando a piedi, non per questo ci priva di incontri che ritengo magici, possiamo sperimentare il caso anche così.

Grazie a #inbiciperadamo ho avuto modo di rivedere amici d’infanzia che non incontravo dalle lontanissime vacanze estive in cui ero una bambina. A Eraclea Minoa ho condiviso fornello e caffè con dei viandanti spagnoli, ed è stato subito un tripudio di caffè, risate e castigliano. Ad Agrigento ho vissuto giorni indimenticabili con i miei amici di AIDO e abbiamo condiviso eventi a favore della donazione di organi e tessuti. A Catania ho conosciuto Nauris, un ragazzo lettone che viaggia da sei anni. Con lui ho condiviso racconti su viaggi, esperienze vissute, escursioni e gite in giro per Catania. Un incontro magico.

Tra le tante emozioni che questo percorso mi ha regalato, c’è anche la capacità di comprendere che possiamo fare quello che non abbiamo mai fatto, nel momento in cui decidiamo di farlo. Per il 2020 non ho ancora programmato viaggi in bici, ma chissà… tutto è possibile!

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